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Un nuovo modo di organizzare il tempo

Settembre 6 •
Lettura in 2 min

Il remote working implica una diversa organizzazione del tempo lavorativo e privato. Cosa fare per non sentirsi disorientati

La gestione del tempo è una delle soft skills maggiormente richieste dalle aziende: significa riuscire a pianificare il proprio lavoro per aumentare efficienza e produttività. Con l’implementazione del remote working, assistiamo ad una trasformazione del concetto di tempo. Il lavoro, potendosi svolgere fuori dalle quattro mura dell’ufficio, non è più scandito da classiche tempistiche (9-17, per intenderci), ma è diventato più fluido e dilatato.

Il lavoratore, quindi, è libero di organizzare il proprio lavoro durante l’arco della giornata, come meglio preferisce e in base alle proprie esigenze. Ad esempio, potrebbe ritagliarsi due ore libere nel pomeriggio, ma recuperarle la sera. Questa nuova organizzazione del tempo deve essere sorretta da un grande senso di responsabilità. Non è un’opzione facile per tutti.

Rischi

Il rischio, infatti, è quello di lavorare molto di più: la dipendenza da lavoro prende il nome di “workaholism”. Il termine è coniato nel 1971 dallo psicologo Wayne Oates per definire una persona caratterizzata da “un bisogno incontrollabile di lavorare incessantemente”. Alla base del disagio c’è una difficoltà nel separare vita lavorativa e vita privata, trovare il giusto “work-balance”. Si lavora in modo continuo, complice la mancanza di quello “stacco” che si prova uscendo dal proprio ufficio.

Attenzione a non confondere il workaholism con l’impegno nel lavoro. La differenza sostanziale tra i due approcci sta nella motivazione. Di solito chi si impegna molto nelle proprie mansioni, lo fa con piacere ed è felice della sua vita. Chi, invece, è dipendente dal lavoro sente una sorta di obbligo interiore, è mosso non da un voler lavorare ma un dover lavorare a tutti i costi.

Legato al concetto di dipendenza da lavoro è quello di “bornout”. Si tratta di uno stato di esaurimento emotivo, fisico e mentale causato da uno stress eccessivo e prolungato. Si verifica quando si è sopraffatti dal lavoro e non si riesce più a soddisfare le richieste. Di conseguenza, subentra una perdita di interesse e motivazione.

Consigli

Per mantenere un buon livello di produttività e non andare in crisi, possiamo individuare alcuni accorgimenti:

  • stabilire una routine costante in modo da avere tempo da dedicare sia alla vita privata sia al lavoro. Inoltre, ricordatevi di tenere fuori la vostra vita privata una volta iniziata la giornata lavorativa. In questo modo sarete più motivati e produttivi durante la giornata.
  • stilare una “to-do list” dei compiti da portare a termine nella giornata. La schedulazione del lavoro permette di rimanere più concentrati e far percepire meno ansia da prestazione.
  • decidere le priorità. La creazione di piccoli task all’interno dell’obiettivo principale ci aiuta a raggiungere mete quotidiane, dividendo il lavoro, quindi il tempo, in maniera sensata e logica. Prima di questa operazione è importante centrare l’obiettivo finale che si vuole raggiungere, parlando e confrontandosi con il team.

Ottimizzare il tempo è una vera sfida

Esercitando una corretta gestione del tempo, riuscirai a fissare delle scadenze realistiche, ovvero sarai in grado di rispettare le richieste e i compiti che sono stati assegnati. Ottimizzare il tempo è, infatti, uno step decisivo per fare giuste stime. Questa programmazione porterà a migliorare la perfomance, ma soprattutto il benessere psico-fisico, abbattendo ansie e stress.

Il remote working, dunque, rappresenta una vera e propria sfida per i lavoratori perché mette in discussione una serie di assunti tipici dei “vecchi schemi” lavorativi. La maggiore libertà e autonomia che si vive ci responsabilizza in maniera nuova: dobbiamo essere bravi, o meglio allenarci, a monitorarci, analizzare il nostro operato e capire quali strategie di gestione del tempo siano per utili per la nostra produttività.

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